Ciao, Nadia

Ciao, Nadia

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“Non mi rompete i collant”. Nadia brillante, tagliente, divertente e geniale aveva spassose versioni femministe anche delle comuni imprecazioni.
La ricordiamo cosi’.

Flavia Franceschini ha incontrato Nadia Riva nella primavera del 2019 in preparazione della mostra ‘Milano e 50anni di movimento lgbt’, da quell’incontro è nato questo articolo che si trova al sicuro nel catalogo della mostra (Ed. Il Dito & la Luna, p.91, I luoghi delle donne):

L’idea di un Circolo Femminista e Separatista nasce nel 1980 dall’incontro fra Nadia Riva, femminista ed attivista per la politica delle donne, e Daniela Pellegrini, fondatrice del DEMAU e cofondatrice della Casa delle Donne di Via Col di Lana.  Fin da subito si sentono accomunate dall’esigenza di trovare uno spazio dove le donne, senza distinzione di ceto sociale, cultura ed orientamento sessuale, possano costruire insieme e sperimentare una convivenza.

Nei dialetti lombardi “cicip e ciciap” sono le chiacchiere delle donne, il loro parlarsi ed essere in relazione, le chiacchiere che, secondo Nadia Riva, avrebbero salvato il mondo e che necessitano di un posto dove crescere.

Il 22 giugno 1981 in Via Gorani, all’angolo della casa occupata di via Morigi, apre il CICIP e CICIAP, sorto, in senso letterale, dalle ceneri di una ex rimessa a cielo aperto, dopo un faticoso ed entusiasmante restauro autogestito.

Una folla di donne venute da mezza Italia celebra quella sera la realizzazione di una quasi utopia.

La valorizzazione delle caratteristiche di ogni donna, la libertà di espressione, il sapere femminile da condividere e scambiare, senza scala gerarchica, costituiscono lo spirito del Cicip; quello che conta è la qualità del rapporto che le donne hanno le une con le altre.

L’offerta del Cicip e Ciciap è molto diversificata. Letture, poesia, scienza, sport, divertimento, cene curate fin nei minimi dettagli per accompagnare il tema della serata. Lo scopo è far incontrare il sapere di ciascuna donna, esaltando la relazione di opposti e diversi.  Pensiero e materia non più separati. Può mancare una rivista? Ovviamente no, infatti nasce Fluttuaria. Segni di autonimia nelle esperienza delle donne: scienza, letteratura, sport e molti altri argomenti inusuali in una rivista femminista.

Punto focale il bancone del bar dove bere e chiacchierare, dove le donne trovano la voglia di raccontarsi in prima persona.

Al Cicip e Ciciap vanno tutte: scrittrici, attrici, poete, studiose, sportive, fumettiste, artiste, intellettuali, politiche, giovani rampanti, pittrici, contadine, studentesse, cantanti… per tutte c’è posto ed è il posto di tutte.

Il Circolo è legato alle figure delle due fondatrici, ma reso possibile dall’apporto di ogni donna che varca quel portone.  Trent’anni di convivenza della cultura e del divertimento in una scansione inclusiva di differenti culture femminili.  Nadia Riva e Daniela Pellegrini sono diverse fra loro e nel loro approccio alle cose: questo crea la combustione vitale alla base della speciale atmosfera del Cicip, respirata ed assimilata da tutte e della quale molte ancora sentono la mancanza.

Flavia Franceschini

Arcilesbica Zami Milano

E' costituita un'Associazione culturale laica, antifascista, antirazzista, senza scopo di lucro, costituita e diretta esclusivamente da donne, denominata: ARCILESBICA ZAMI con sede a Milano. La durata dell'Associazione è illimitata. L'associazione persegue la finalità di promuovere attività di aggregazione per le donne, e in particolare per le lesbiche, e di dare visibilità, sul piano politico, culturale e dei diritti, alle lesbiche, promuovendone l'affermazione dell'identità e la diffusione della cultura.
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Si è concluso ieri a Milano il 9° Congresso di ArciLesbica, l’associazione che dal 1996 riunisce le lesbiche femministe.

Riconfermate alla presidenza Cristina Gramolini e alla vicepresidenza Roberta Vannucci, ArciLesbica si concentra sulla critica alla mercificazione: “Abbiamo compreso che i corpi, in primo luogo quelli delle donne, sono la materia prima di un mercato cui non basta più la forza lavoro e vuole mettere a profitto anche la carne, ad esempio con l’industria riproduttiva” si legge nella nota “Vogliamo l’abolizione universale dell’utero in affitto e l’apertura delle adozioni alle coppie dello stesso sesso e alle singole persone; difendiamo la libertà di espressione di sé al di fuori degli stereotipi di genere”.

L’associazione prepara la sua scuola di politica annuale, la prossima edizione sarà dedicata alle biografie di lesbiche in Italia, ritratti di genialità e di vite in cerca di libertà dalla violenza.