Julie Bindel a Milano

Julie Bindel a Milano

Julie Bindel è una giornalista d’inchiesta e scrittrice. Attiva dal 1979 nella lotta contro la violenza
nei confronti di donne e bambine/i, ha scritto ampiamente su maternità surrogata, stupro,
violenza domestica, omicidi legati a motivi sessuali, prostituzione e tratta, sfruttamento sessuale
di minori, stalking e crescita del fondamentalismo religioso e relative conseguenze negative per
donne e ragazze.
Autrice di oltre trenta capitoli di libri e relazioni in tema di disuguaglianza e abuso di genere,
scrive per The Guardian, Independent, New Statesman, Spectator e Truthdig. Appare
regolarmente su BBC e su Sky News. Produce documentari radiofonici sui vari aspetti della
violenza e dello sfruttamento di donne e ragazze.
È stata Visiting Journalist presso la Brunel University (2013-14), Visiting Researcher presso la
Lincoln University (2014-17) e fa parte del comitato consultivo di Byline (byline.com). Nel 2014
ha pubblicato Straight Expectations sullo stato del movimento gay e lesbico nel Regno Unito
(Guardian books, 2014). E’ anche coautrice di The Map of My Life: The story of Emma
Humphreys (2003) e Exiting Prostitution: A Study on female desistance (2014). Il suo ultimo
libro è The Pimping of Prostitution: Abolishing the Sex Work Myth (2017).

Gruppo 50, incontro 8 aprile

Il gruppo 50 + o – Lesbiche vi aspetta

domenica 8 aprile dalle 16.00 alle 18.00

presso la sede di ArciLesbica via Bezzecca 4 – Milano

Martedì paralleli 27 marzo

Ciclo di incontro e chiacchiere, un martedì al mese.

Scuola estiva di studi sul Lesbismo e sul Genere “Anna Chiodi”

Cosa è successo alle donne? Autodeterminazione e sovradeterminazione oggi

Firenze, 2-3 Giugno 2018

Nel maggio 2016 sono state approvate in Italia le unioni civili e una stagione politica si è conclusa.  L’obiettivo principale del movimento lgbt+ è stato raggiunto (anche se non è stata ancora raggiunta la piena uguaglianza giuridica fra persone eterosessuali e persone omosessuali).  Per molto tempo le nostre energie sono state incanalate in una battaglia che ci ha spinto ad evidenziare i punti di similitudine nella comunità lgbt+ e fra noi e la maggioranza eterosessuale.  Abbiamo parlato degli stessi amori e degli stessi cuori.  Non si trattava solo di ottenere un diritto civile: lo stigma sociale ci aveva lasciato una ferita simbolica che abbiamo cercato di sanare attraverso riconoscimenti legislativi.